18-05-2017
Serata “Giovani e sport – la parola agli allenatori”
A Villar Dora una tavola rotonda all'insegna dello sport con grandi ospiti di fama internazionale
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Renato Canova, Sandro Damilano, Antonino Asta, Ezio Rossi, Fabrizio Miletto, Gianni Asti e Simone Aversa sono i nomi eccellenti che hanno presenziato lo scorso 12 maggio al convegno “Giovani e sport – la parola agli allenatori”, organizzato dal Comune di Villar Dora. Dopo il benvenuto di Franca Gerbi, Consigliera comunale allo Sport e promotrice dell’evento, la parola è passata al giornalista e scrittore Beppe Gandolfo, che ha introdotto il tema della serata con una domanda agli ospiti: qual è la differenza tra l’allenamento di una squadra e di un singolo atleta?

Antonino Asta, ex calciatore del Torino e ora allenatore, ha messo in evidenza la necessità di confrontarsi individualmente con i giocatori e di approfondirne le caratteristiche tecniche, tattiche e psicologiche.

Fabrizio Miletto, allenatore del campione mondiale di nuoto Alessio Boggiatto, ha focalizzato l’attenzione sulla condivisione delle esperienze dei giovani mediante il gruppo formato dalla squadra.

Gianni Asti, allenatore delle squadre di pallacanestro di Torino, Cantù, Gorizia e Mestre, ha posto l’accento sui valori dell’onestà e della trasparenza da trasmettere individualmente ai ragazzi per conseguire un risultato di gruppo.

Con il successivo intervento di Renato Canova, allenatore di atletica, il discorso si è spostato dal lavoro di squadra al singolo individuo: «chi sceglie lo sport individuale si accolla numerose responsabilità. Il gruppo deve supportare il singolo, mentre nello sport di squadra l’aspetto sociale è più marcato perché il singolo si deve integrare nel gruppo».

Simone Aversa, ex giocatore di pallanuoto e allenatore della squadra Iren Torino ‘81, si è soffermato sul valore dell’esperienza da trasmettere ai giovani, raccontando il proprio percorso personale da atleta ad allenatore: «l’esperienza da atleta mi è servita per leggere e interpretare i problemi che nascono quotidianamente nella gestione di una squadra, soprattutto se composta di giovani. Talvolta può accadere che la fatica e lo stress prendano il sopravvento: in tal caso è necessario saper gestire questi fattori in funzione del risultato».

Sandro Damilano, già allenatore della Federazione Italiana di Atletica Leggera, ha ribadito la rilevanza delle giuste motivazioni da fornire ai ragazzi: «se ti vedono come un maestro, se credono in te, è molto più facile dar loro le motivazioni per arrivare ai successi. Alla base devono esserci una grande credibilità e un grande carisma».

Ezio Rossi, ex calciatore e allenatore del Torino, ha chiuso il giro di interventi con un discorso riguardante l’esigenza di comprendere le peculiarità e le potenzialità degli allievi: «ogni ragazzo ha una propria storia. Bisogna cercare di valorizzare ognuna di esse ed avere la sensibilità di gestire persone di nazionalità e origini diverse».

Nella seconda parte della serata è stato affrontato il discorso del doping, che ha messo in luce la tendenza all’uso di droghe anche oltre l’ambito dello sport professionale. Renato Canova ha sintetizzato il problema: «l’industria farmaceutica è uno dei principali business al mondo. Noi viviamo in una società chimica: spesso assumiamo farmaci e integratori di cui non abbiamo alcuna necessità. I giovani, ma anche i meno giovani, complice il bombardamento mediatico, diventano sempre più propensi a ricorrere ad un supporto esterno per ottenere un vantaggio nei risultati sportivi. Purtroppo il fenomeno si riscontra anche nelle competizioni amatoriali a causa di una sopravvalutazione sugli effetti della prestazione».

Hanno concluso la serata gli interventi di Daniela Ruffino, Vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte, Roberto Finardi, Assessore allo Sport del Comune di Torino e Mauro Carena, Sindaco di Villar Dora.

La Consigliera Franca Gerbi ha espresso parole di soddisfazione, sottolineando l’importanza dello sport nella vita quotidiana: «è fondamentale insegnare una disciplina fin da piccoli, perché non solo si vive meglio fisicamente, ma si stimola al rispetto delle regole corrette nei confronti del prossimo».

Lorenzo Rossetti


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Un salone gremito per i grandi campioni e allenatori.
Per carenza di spazio tipografico questo articolo non ha potuto essere pubblicato integralmente sul numero de "La Valsusa" del 18/05/2017. La versione completa è stata qui riportata per dovere di cronaca.